Cosa ci influenza? Cosa ci fa cambiare idea?

Se vivessimo come degli eremiti, le decisioni prese sarebbero solo frutto del nostro gusto e delle nostre preferenze, ma essendo tutti sempre connessi siamo sempre influenzati da mille stimoli.

Blogmeter ha comunicato i risultati della sua ricerca sull’uso dei social per gli italiani da cui si comprendere che noi tutti siamo influenzati volenti o nolenti dai social e dai personaggi che li popolano. Persone, professionisti sarebbe meglio dire che usano la loro visibilità per elargire informazioni, raccomandazioni e suggerimenti.

Proprio in base a queste indicazioni 1 Italiano su 2 accede ad informazioni su prodotti e servizi che prima non conosceva e un 1 su 3 circa decide di acquistare o procedere per approfondire le informazioni proprio partendo dall’influenza ricevuta.

Come esseri umani viviamo diversi tipi di influenza, da quella familiare, a quella amicale, ma in modo inconfutabile oggi viviamo anche una influenza “digitale”. Viviamo “onlife” costantemente connessi e decidiamo velocemente. Quale è la fonte che ci può fornire più informazioni in modo veloce? Chiaro! I social.

Che sia facebook, youtube o instagram per arrivare a tiktok o al nuovo nato twich, non è importante il canale preferito. Quello che conta è la consapevolezza che la fedeltà dei nostri clienti può essere compromessa facilmente se non siamo noi a fornire le informazioni e l’influenza che deve farci preferire rispetto alla concorrenza o rispetto a tutto ciò che non siamo noi.

Kevin Kelly parlava di 1000 true fans come principio base per comprendere che un’azienda non deve puntare all’intero mercato o all’intero pubblico presente nel mondo, ma focalizzarsi su una cerchia ristretta, (ma non troppo) di clienti che realmente ci apprezzano e che seguono la nostra “influenza” appunto, è sufficiente a prosperare.

Io dico, 1000 clienti fedeli, ma realmente fedeli, che leggono le nostre email, ascoltano i nostri vocali su telegram e con cui abbiamo una relazione. Oggi i social hanno una funzione d’influenza che prima veniva ricoperta dall’ambito famigliare, pertanto chi ci influenza sui social è investito di una responsabilità notevole.

Dobbiamo essere la famiglia che da buoni consigli per i nostri clienti e come una famiglia, dobbiamo essere sempre presenti anche quando il cliente si allontana. Forse questa è la parte più dura. La costanza nella creazione di contenuti, la costanza nel contattare il cliente e a renderci disponibili anche quando al cliente non frega nulla è ciò che può demotivarci. Ma per il suo bene noi dobbiamo esserci quando lui ha bisogno di noi. Solo in questo modo saremo gli influencer di cui lui si fiderà.

Chi oggi raggiunge (e mantiene) visibilità sui social, non lo fa con balletti o contenuti privi di valore, ma lo fa con una strategia e una costanza nel creare utilità verso chi lo segue che denota per certo un impegno notevole. Esistono scorciatoie?

Io non ne conosco. Anche il tuo negozio oggi per fidelizzare i clienti deve trasformarsi in un influencer che ci mette la faccia e si rende visibile al proprio pubblico

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alta fedeltà